
Rischio Sismico ignorato: il Criterio di Esclusione CE2 dimenticato da Sogin

Abbiamo affermato più volte che la selezione delle aree idonee condotta da Sogin, e avallata dal Ministero dell’Ambiente, ha ignorato del tutto alcuni Criteri di Esclusione (CE), criteri che erano stati fissati da ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) per garantire una BARRIERA NATURALE. Questo perché, per un principio di cautela, ogni opera antropica non offre garanzie al 100 %, e quindi la BARRIERA ARTIFICIALE (costituita dall’involucro che separerà i rifiuti dall’ambiente) non è sufficiente. Senza tener conto di manomissioni, incidenti ed altri imprevisti.
Ma quali sono questi Criteri ? Iniziamo ad analizzare uno per uno quelli che sono stati ignorati da Sogin per le 21 aree della Tuscia.
Il CE2 avrebbe dovuto considerare il Rischio Sismico. In realtà questo andrebbe rivalutato con maggior dettaglio, tenendo conto anche della magnitudo attesa su tempi di ritorno di almeno 300 anni (tempo di esaurimento della radioattività dei rifiuti a media e bassa attività), parametro che può essere ricavato dai dati resi disponibili dall’INGV: l’epicentro dell’evento dell’Agosto scorso era infatti ubicato proprio all’interno di una delle aree idonee di Canino, confermando un rischio sismico tutt’altro che nullo. E’ stato poi ignorato il rischio di amplificazione sismica locale, che può produrre magnitudo ancora più elevate, in presenza di terreni sciolti. Ci si aspettava che tali aspetti fossero stati approfonditi nel passaggio da aree potenziali ad aree idonee, invece nulla di tutto questo è stato realizzato.
Quindi, in sostanza, per ciascuno dei 21 siti idonei, dovremmo sapere la magnitudo attesa per almeno i prossimi 300 anni, tenendo anche conto degli effetti di amplificazione locale. Conoscere questo aspetto avrà sicuramente dei riflessi sulla progettazione, anche solo in termini di costi, se non di sicurezza.