Notizie
Nucleare: il prezzo da pagare è troppo alto

Nucleare: il prezzo da pagare è troppo alto

Spread the love

Il nucleare viene spesso presentato come un’energia pulita, capace di garantire grandi quantità di elettricità senza emissioni dirette di CO₂. Dietro questa immagine, però, si nasconde il suo punto più critico: la produzione di scorie radioattive che restano pericolose per tempi lunghissimi, in alcuni casi fino a un milione di anni. Anche con le tecniche di riprocessamento, che permettono di recuperare materiali come uranio e plutonio riducendo la radiotossicità residua, i rifiuti restano comunque nocivi per circa diecimila anni. Tempi che superano di gran lunga l’orizzonte storico delle nostre civiltà.

Diversi Paesi hanno provato a trovare una soluzione definitiva a questo problema. In Finlandia è stato costruito il deposito geologico di Onkalo, scavato nel granito e pensato per custodire le scorie a 450 metri di profondità per un periodo che si misura in secoli. Negli Stati Uniti, il Waste Isolation Pilot Plant nel New Mexico è stato autorizzato per il confinamento dei rifiuti transuranici, con l’obiettivo di garantire isolamento per diecimila anni, a fronte di costi che hanno superato i 19 miliardi di dollari. Non sempre, però, questi progetti hanno avuto successo. Basti pensare al caso della Yucca Mountain in Nevada, un sito che avrebbe dovuto diventare il deposito nazionale statunitense e che, dopo miliardi spesi in studi e infrastrutture, è stato definitivamente abbandonato nel 2008.

In Italia la situazione è ancora più complicata. Dopo i referendum popolari del 1987 e del 2011, il nostro Paese ha detto addio al nucleare, ma resta il problema delle scorie prodotte in passato. Una parte è stata inviata in Francia e nel Regno Unito per essere riprocessata, con la previsione di rientro entro il 2025. Sul territorio nazionale, invece, i rifiuti radioattivi sono distribuiti in più di venti siti temporanei, con stoccaggi spesso superficiali che non garantiscono sicurezza a lungo termine. L’idea di un deposito nazionale definitivo è ancora lontana dalla realizzazione e continua a suscitare contrasti e preoccupazioni.

Sul fronte della ricerca, molto si punta sul cosiddetto riprocessamento avanzato, che attraverso tecniche di separazione e trasmutazione promette di ridurre ulteriormente la tossicità e la durata dei rifiuti. Si tratta, però, di tecnologie ancora in fase sperimentale, non applicate su vasta scala, e che non eliminano del tutto il problema ma lo riducono soltanto.

La realtà è che parlare di nucleare significa accettare un’eredità radioattiva che nessuna generazione può davvero gestire. I benefici energetici di oggi si trasformano in un fardello che ricadrà sulle spalle di chi vivrà tra diecimila anni, in un futuro così remoto che non siamo in grado nemmeno di immaginarlo. L’Italia, già in difficoltà nel gestire le scorie esistenti, rischierebbe di aggravare una situazione che non ha ancora trovato una soluzione. Dietro il mito dell’energia pulita resta dunque un interrogativo pesante: vale davvero la pena inseguire il nucleare quando il prezzo da pagare è così alto e i tempi così fuori dalla nostra portata?

https://presskit.it/2025/09/07/nucleare-lenergia-pulita-che-genera-rifiuti-che-sono-pericolosi-per-10-000-anni-e-devono-essere-stoccati-a-grande-profondita

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Panoramica privacy

Informativa sulla Privacy

Comitato Autonomo Tuscia
Ultimo aggiornamento: 11/06/2025

1. Titolare del trattamento

Il titolare del trattamento dei dati è:
Comitato Autonomo Tuscia
Codice fiscale: Via C.Ulivelli 13 Civita Castellana (Vt)
Email: info@comitatoautonomotuscia.it

2. Tipologie di dati raccolti

Il sito può raccogliere le seguenti tipologie di dati:

  • Dati di navigazione (indirizzi IP, orari, pagine visitate) per fini statistici e di sicurezza.

  • Dati forniti volontariamente dall’utente tramite moduli di contatto o partecipazione (nome, email, testi, immagini, video).

  • Cookie tecnici per il corretto funzionamento del sito.

Il sito non utilizza cookie di profilazione.

3. Finalità del trattamento

I dati raccolti sono trattati per:

  • Fornire informazioni e aggiornamenti sull’attività del Comitato.

  • Rispondere a richieste o messaggi inviati tramite i moduli presenti sul sito.

  • Valutare la partecipazione a iniziative (es. campagne, testimonianze, eventi).

  • Gestire la sicurezza e il corretto funzionamento del sito.

4. Base giuridica

Il trattamento è basato su:

  • Consenso dell’interessato, espresso volontariamente tramite invio di moduli o contenuti.

  • Legittimo interesse del Titolare a garantire la sicurezza e la funzionalità del sito.

5. Modalità del trattamento

I dati sono trattati con strumenti elettronici e cartacei, nel rispetto delle misure di sicurezza previste dal GDPR. Non vengono effettuati trattamenti automatizzati né profilazioni.

6. Comunicazione e diffusione

I dati non saranno ceduti a terzi, salvo obblighi di legge o per necessità tecniche legate all’hosting del sito. Le testimonianze volontariamente inviate (foto, video, testi) potranno essere pubblicate sul sito e sui canali social collegati al Comitato, solo previo consenso.

7. Periodo di conservazione

I dati saranno conservati per il tempo necessario a raggiungere le finalità per cui sono stati raccolti, salvo obblighi di legge o revoca del consenso.

8. Diritti dell’interessato

L’utente può esercitare i diritti previsti dagli articoli 15-22 del GDPR, tra cui:

  • Accesso ai dati

  • Rettifica o cancellazione

  • Limitazione del trattamento

  • Opposizione al trattamento

  • Portabilità dei dati

  • Revoca del consenso

Le richieste vanno inviate all’indirizzo email del Titolare.

9. Cookie

Il sito utilizza esclusivamente cookie tecnici necessari. Non è previsto l’uso di cookie di profilazione. Per maggiori informazioni, consulta la [Cookie Policy].