L’Italia entra in Alleanza nucleare

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L’ingresso dell’Italia come membro attivo dell’Alleanza Nucleare europea non rappresenta un progresso, ma un grave passo indietro rispetto alla volontà popolare, espressa chiaramente in ben due referendum nazionali — nel 1987 e nel 2011 — con i quali i cittadini italiani hanno detto NO al nucleare.

Il Governo giustifica questa scelta parlando di “transizione energetica” e “innovazione”, ma ciò che viene proposto non è né innovativo né sostenibile:

gli SMR (Small Modular Reactor) sono tecnologie sperimentali, non ancora disponibili sul mercato, con costi, tempi e rischi ambientali ancora tutti da chiarire;

si rilanciano progetti che devieranno fondi pubblici dalle rinnovabili vere, decentralizzate, e già funzionanti;

Si impone un modello centralizzato, opaco, e potenzialmente pericoloso per i territori, in nome di una presunta urgenza che non giustifica né scorciatoie democratiche né scorciatoie ambientali.

La Tuscia, come tanti territori italiani, non sarà zona di sacrificio per colmare il ritardo energetico di chi ha ignorato per decenni il potenziale delle rinnovabili.

❌ Non ci sono impianti, non ci sono tecnologie pronte, non c’è un piano per le scorie, ma c’è già chi si organizza per dire NO.

Il Comitato Autonomo Tuscia continuerà a vigilare e mobilitare cittadini, esperti e amministrazioni per difendere il territorio, la salute e il futuro delle comunità locali da una politica energetica che sa troppo di passato e troppo poco di responsabilità.

Link all’articolo https://quifinanza.it/green/innovazione-sostenibile/alleanza-nucleare-itlaia-francia/

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