
CE10 ignorato: Scorie e falde affioranti

Un’altra inspiegabile leggerezza commessa da Sogin e poi dal Ministero dell’Ambiente, è l’aver completamente ignorato il CE10, riguardante aree con falde freatiche affioranti o che possano interferire con le strutture di fondazione. La cosa paradossale è che in molti casi è la Sogin stessa a dichiarare che ci troviamo con acque di falda affioranti, quindi con rischio elevatissimo di contaminazione nel caso di perdite di radionuclidi, evento che non possiamo escludere al 100% e che giustifica, come già ribadito più volte, la NECESSITA’ di garantire anche una BARRIERA NATURALE.
Va sottolineato che questo si tradurrebbe non solo nell’inquinamento dei corsi d’acqua (con il caso più eclatante del Fiume Tevere, alimentato come si vede in figura dai corsi d’acqua della zona Est, ovvero un inquinamento di Roma!), ma degli interi acquiferi provinciali, essendo collegati direttamente con le acque superficiali (i corsi d’acqua sono definiti “sorgenti lineari”, come simboleggiato dalle linee con le frecce blu, essendo alimentati dal medesimo acquifero).
Le aree perimetrate di rosso rappresentano l’inviluppo delle aree idonee dell’area Est della Provincia. Questo la dice lunga sull’estrema vulnerabilità delle risorse idriche della Tuscia.
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