
La Regione dice no a tre impianti industriali nella Tuscia

VITERBO – È arrivato il No da parte della Regione Lazio: la Tuscia non è terra di conquista per chi vuole trasformare paesaggi agricoli e comunità locali in gigantesche piattaforme energetiche. Con esito negativo alla Valutazione di Impatto Ambientale, la Regione ha bloccato tre nuovi progetti per un totale di oltre 100 megawatt da fonti cosiddette “rinnovabili”, che avrebbero inciso profondamente su territori rurali e paesaggisticamente fragili.
I progetti respinti riguardano un impianto eolico e due impianti agrivoltaici, tutti previsti in aree agricole nel cuore dell’Alta Tuscia. Il primo, proposto dalla multinazionale spagnola Iberdrola Renovables Italia spa, prevedeva 10 aerogeneratori da 6 megawatt ciascuno tra Cellere e Valentano, per una potenza complessiva di 60 megawatt. Una vera e propria industrializzazione del paesaggio collinare, con strutture alte oltre cento metri, destinate a stravolgere la fisionomia del territorio.
Il secondo progetto, denominato “AgriCastro”, presentato dalla società Ica Ren Act srl, doveva sorgere tra Ischia di Castro e Farnese: un impianto agrivoltaico da 25 megawatt di picco, dotato di un sistema di accumulo da 20 megawatt. Il terzo impianto, simile, era previsto a Grotte di Castro e proposto dalla Ica Ren Dos srl, con una produzione stimata intorno ai 20 megawatt.
Tre interventi che, sotto la veste della “sostenibilità”, avrebbero portato a una trasformazione irreversibile di ettari di suolo agricolo, compromettendo paesaggi, produzioni e relazioni territoriali storiche. La Regione ha riconosciuto la necessità di proteggere la Tuscia da uno sfruttamento indiscriminato, travestito da sviluppo energetico.
Per chi difende il territorio e si oppone allo scempio dei pannelli eolico-fotovoltaici a terra, si tratta di un importante passo avanti. L’energia pulita è necessaria, ma non a scapito della terra, dell’agricoltura e dell’identità locale. La vera transizione ecologica si fa rispettando i territori, non cancellandoli.