
Scorie nucleari: Caorso dice no. Ma allora dove?
“Il deposito nazionale delle scorie nucleari non può essere realizzato a Caorso”. Con queste parole nette, l’assessora regionale all’Ambiente Paola Gazzolo ha ribadito l’indisponibilità del territorio a ospitare un’infrastruttura tanto delicata quanto contestata.
La motivazione è chiara e non contestabile: le caratteristiche geologiche e la vicinanza al fiume Po rendono il sito inadatto. Ma se Caorso non va bene – ed è difficile darle torto – quale territorio sarebbe davvero idoneo? E soprattutto: quale comunità è disposta ad accogliere i fusti radioattivi che da decenni restano parcheggiati nei vecchi impianti italiani?
La notizia del trasferimento di 168 fusti da Caorso alla Slovacchia (verso l’impianto di Bohunice) mostra quanto poco sia stato fatto in Italia in questi anni per gestire davvero il post-nucleare. Si continua a spostare il problema, letteralmente, fuori confine. Una “soluzione” costosa, temporanea, e scarsamente trasparente per i cittadini.
La richiesta della Gazzolo di chiarimenti al ministro Di Maio sulla pubblicazione della CNAPI – la famigerata Carta delle Aree Potenzialmente Idonee – è sacrosanta. Perché siamo nel 2025, e da più di 20 anni il nostro Paese non riesce nemmeno a pubblicare una mappa definitiva, figuriamoci costruire un impianto sicuro.
Nel frattempo, si continua a parlare di ritorno al nucleare o addirittura di fusione come panacea, senza aver nemmeno risolto i guai della fissione. Ma chi si prenderà la responsabilità politica e morale di imporre un sito nazionale in un Paese che ha già detto no con un referendum e che da nord a sud si oppone, in modo compatto, alla localizzazione dei rifiuti radioattivi?
Il caso di Caorso non è isolato. È solo uno dei tanti segnali che mostrano l’impraticabilità di una strategia nucleare senza trasparenza, senza consenso e senza una reale pianificazione democratica.
Se nemmeno i territori che ospitano ex centrali accettano un deposito, ha ancora senso investire in nuove forme di nucleare, comprese quelle che promettono di non lasciare scorie, ma per ora sono solo teoria?