
Ad perpetuam rei memoriam

In Italia, due importanti referendum sul nucleare hanno chiarito la volontà popolare sull’argomento.
Uno nel 1987 e uno nel 2011. Nel 1987, dopo il disastro di Chernobyl, lo stesso vide l’abrogazione di diverse norme che regolavano la costruzione e la gestione delle centrali nucleari. Nel 2011, invece, veniva confermato il diniego sul voler sviluppare il nucleare nel paese. I quesiti referendari chiedevano l’abrogazione di alcune disposizioni del Decreto Legge 34/2011, che riguardavano appunto la localizzazione e la realizzazione di nuove centrali nucleari. Entrambi i referendum hanno espresso un forte orientamento contrario al nucleare dei cittadini italiani, portando all’abrogazione di norme che favorivano tale tecnologia e confermando un “NO!” definitivo ad un suo ritorno.
Basterebbe solo questo in risposta ai promotori del nucleare, ma qualcuno fa orecchie da mercante e mischia le carte in tavola. Sono le lobby dei guadagni , gli investitori senza scrupoli e tutti quei politici proni nella ricerca del proprio successo, oltre che del guadagno personale. Difficile biasimare, venderebbero la pelle dell’orso per una poltrona o per un incarico. In questa società , ancora una volta siamo chiamati a ricordare che la “denuclearizzazione” è una conquista civile e che il nucleare non è e non sarà mai uno strumento per la “transizione” ma solo per una inevitabile “distruzione”.
di Fabrizio Fratini