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Il passato che ritorna (e peggiora)

Il passato che ritorna (e peggiora)

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Nel 2021, L’Espresso pubblicava un’inchiesta coraggiosa e documentata sull’annosa questione delle scorie radioattive in Italia: una realtà scomoda, nascosta, e spesso ignorata dall’opinione pubblica, nonostante impatti diretti sulla sicurezza ambientale, sulla salute delle comunità e sull’economia del Paese.

L’indagine metteva a nudo la paralisi del sistema, il caos normativo, il balletto delle responsabilità istituzionali e soprattutto il rifiuto collettivo: tutti riconoscono la necessità di un deposito nazionale, ma nessuno lo vuole vicino casa. Le stesse dinamiche che oggi, nel 2025, continuano a bloccare ogni passo avanti, rendendo l’Italia l’unico paese europeo ancora senza un sito attivo per la messa in sicurezza definitiva dei rifiuti nucleari.

Mentre si torna a parlare di “nuovo nucleare”, piccoli reattori e fissione green, il Paese non ha ancora chiuso i conti con il passato. Le scorie ci sono, restano, e continuano ad accumularsi. Non c’è alcun futuro credibile, se non si affronta con trasparenza e responsabilità questo presente tossico.

👉 Leggi qui l’inchiesta completa de L’Espresso (2021):
https://espresso.repubblica.it/attualita/2021/01/15/news/scorie-nucleari-la-carta-delle-aree-idonee-per-il-deposito-nazionale-1.358221

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