
AREE INTERNE DELLA TUSCIA: TRA POLITICHE DI “DECADIMENTO COGNITIVO” E TERRA DI PREDONI.

Nel Piano Strategico Nazionale delle aree interne 2021-2027 (PSNAI), all’obiettivo n°4, c’è una chiara volontà da parte del Governo, piuttosto che di rilanciare, di “accompagnare un percorso di spopolamento irreversibile “delle aree interne del nostro Paese.
Suddivise per Regioni, nello specifico il problema investe nel Lazio la nostra comunità che si identifica in generale sotto la denominazione di Tuscia. Sono piccoli comuni, boschi, pascoli, acque, borghi storici, comunità coese che inevitabilmente sono state scelte per una eutanasia legalizzata. Il percorso di deterioramento e abbandono è previsto negli anni venturi ma nel frattempo l’immobilità degli eventi ha dato strada e continuerà a darla, all’invasione dei predoni del dio denaro.
Le discariche di immondizia e di scorie nucleari sono solo alcuni dei progetti che si trovano in una fase approvata dal Governo e che vedrà in queste terre lasciate allo stato brado, forme di guadagno e distruzione che accelereranno ulteriormente il trapasso di questi territori. L’inquinamento ambientale e la cattiva salute già basterebbero di per sé per opporsi a queste forme di speculazione economica che avranno un unico comune denominatore: fare e riciclare soldi.
Dietro gli slogan contro il carovita si nascondono interessi milionari, ma soprattutto l’alienazione totale di territori che per storia, agricoltura sostenibile, coesione sociale, difesa idro-geologica e turismo lento, potrebbero contribuire a soluzioni sostenibili. Basterebbe valorizzare queste aree attraverso investimenti mirati per rilanciare e salvaguardare un bene comune di valore nazionale legato alla nostra cultura di sempre.
Noi stessi siamo natura e il desiderio di essere vicini ad un ambiente naturale, condiziona il nostro modo di vivere e la nostra cultura. Impossibile rinunciarci. Il “decadimento cognitivo” del Governo, sembra però sempre più affermarsi nella speculazione piuttosto che nella salvaguardia di beni comuni.
La scarsa politica di valori che condiziona il panorama collettivo, preferisce lasciare aperte ferite fino alla cancrena piuttosto che suturare per garantire una qualità di vita. Garantire ai giovani un patrimonio vissuto e presente da secoli sarebbe sufficiente per aprire interazioni sociali e di tradizione che purtroppo stanno scomparendo.
La maggior parte delle Autonomie Locali dovrebbero essere più incisive nella partecipazione di protesta e non accontentarsi solo di presenziare con il logo di appartenenza. Incontri, dibattiti, seminari, sono forme di coinvolgimento che potrebbero risultare solide nel richiamare un’attenzione di livello nazionale al problema.
L’unica realtà di contrasto ai progetti del Governo è rappresentata dai comitati civici presenti sui territori che lottano ogni giorno per informare, studiare e attivarsi attraverso manifestazioni di protesta e gridando “NO!” alle scorie nucleari, alle discariche di immondizia e a qualsiasi altra forma di distruzione, speculazione e inquinamento del concetto stesso di “natura”. Una rilevanza nazionale del problema è necessaria se si vuole avere voce in capitolo. Queste aree individuate nel PSNAI devono continuare a vivere ed a garantire bellezza e naturalità. Siamo un popolo che per storia e cultura è stato sempre tenuto in grande considerazione. Continuiamo a fare la differenza e diciamo “NO!” ad un cambiamento irreversibile nella nostra vita e nel futuro delle generazioni che verranno.
di Fabrizio Fratini