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Viterbo: la capitale del fotovoltaico… trattata come discarica d’Italia

Viterbo: la capitale del fotovoltaico… trattata come discarica d’Italia

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Viterbo è ufficialmente la provincia più fotovoltaica d’Italia. Lo dicono i numeri: più potenza installata, più impianti, più energia rinnovabile prodotta. Dati che dovrebbero valere un premio, un riconoscimento nazionale, un modello da seguire.

E invece? La realtà è grottesca.

La Tuscia è sfruttata come serbatoio energetico a basso costo, trattata come discarica nazionale per ogni tipo di rifiuto: da quelli speciali a quelli nucleari. Senza una visione, senza un ritorno, senza nemmeno la decenza di una pianificazione.

Fotovoltaico selvaggio, agricoltura devastata

I pannelli non vanno sui tetti. No, finiscono nei campi. Ettari su ettari di terreno agricolo fertile divorati da distese fotovoltaiche a terra, spesso senza nemmeno coinvolgere le comunità locali. L’agrivoltaico? Puro fumo negli occhi. Il paesaggio si desertifica, l’agricoltura arretra, il profitto vola lontano — nelle mani di fondi stranieri e multinazionali dell’energia.

Zero tutele, solo servitù

Chi guadagna da tutto questo? Non certo i cittadini. Non i contadini. Non i giovani che emigrano.

La Tuscia produce energia per il Paese, ma non ha alcuna voce in capitolo su cosa avviene sul suo territorio. Non c’è trasparenza, non c’è concertazione. Solo servitù energetica. Una svendita sistematica del territorio al miglior offerente.

E adesso anche le scorie nucleari?

Come se non bastasse, la Tuscia è in cima alla lista per ospitare il Deposito Nazionale di scorie radioattive. Dopo decenni di politiche dissennate, vogliono trasformare una terra agricola e turistica in un luogo di stoccaggio pericoloso, permanente, irreversibile.

E allora la domanda è inevitabile: che razza di riconoscimento è questo?

Siamo la provincia più fotovoltaica d’Italia, ma nessuno ci tutela. Nessuno ci ascolta. Siamo la testa d’ariete della transizione ecologica, ma trattati come una discarica.

Una cambio necessario

E’ tempo di dire NO, di pretendere un piano energetico territoriale serio, vincolante, democratico. Di fermare il consumo di suolo agricolo. Di dire NO al deposito nazionale. Di rivendicare il diritto a decidere del nostro futuro.

Perché l’energia pulita non può nascere dallo sfruttamento brutale di un territorio.

Perché senza giustizia ambientale e sociale, la transizione ecologica è solo greenwashing.

Fonte https://www.viterbonews24.it/news/viterbo-%C3%A8-la-pi%C3%B9-fotovoltaica-ditalia_148211.htm

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Ultimo aggiornamento: 11/06/2025

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