
Montalto di Castro: “Emergenza caldo, servono azioni concrete”. Il Comitato No Fotovoltaico Selvaggio lancia l’allarme
MONTALTO DI CASTRO – L’ondata di calore che sta investendo l’Italia non risparmia la Tuscia, e da Montalto di Castro arriva un grido d’allarme: “Cosa fa il Comune, capitale europea del fotovoltaico, per proteggere i suoi cittadini?”. A porre la domanda è Cristina Volpe Rinonapoli, portavoce del comitato No Fotovoltaico Selvaggio, che da tempo denuncia l’impatto ambientale e sociale di una diffusione indiscriminata degli impianti industriali per la produzione di energia solare.
Volpe non mette in discussione le energie rinnovabili, ma punta il dito contro un modello che ha sacrificato ettari di vegetazione, alterando il microclima e rendendo alcune aree meno ventilate e più calde. “Le temperature record non risparmiano nessuno – afferma – e in un territorio trasformato radicalmente è doveroso chiedersi se il Comune stia facendo abbastanza per tutelare la salute e il benessere dei cittadini”.
Il comitato chiede al Comune di Montalto di rendere pubblici eventuali piani di emergenza per il caldo estremo, in coordinamento con le ASL e le autorità regionali, e si domanda se esistano protocolli per mitigare gli effetti di un territorio sempre più arido e vulnerabile. “È giusto che le stesse scelte che hanno cambiato drasticamente il nostro territorio – prosegue Volpe – siano oggi oggetto di valutazioni anche sul piano della salute pubblica e del disagio sociale. È una questione di responsabilità”.
Infine, l’appello più diretto: “Il Comune intende intervenire, oppure continuerà a mantenere questa inerzia amministrativa? A quando un’ordinanza specifica che metta al centro la protezione dei cittadini dall’emergenza climatica?”.
Il dibattito è aperto, e la questione sollevata dal comitato rilancia una riflessione più ampia sull’equilibrio tra transizione ecologica, pianificazione territoriale e salute pubblica.
