
Sizewell C: il nucleare è un fallimento annunciato

Il reportage del Financial Times sul progetto Sizewell C in Gran Bretagna dovrebbe rappresentare una lezione anche per l’Italia. Questa mega-centrale, annunciata come la più sicura al mondo, si è trasformata in un incubo economico e ingegneristico: un progetto nato dodici anni fa, con un costo iniziale stimato in 18 miliardi di sterline, che oggi sfiora i 50 e che per alcuni esperti potrebbe arrivare fino a 60. È l’ennesima dimostrazione di come il nucleare non sia una soluzione ma un gigantesco problema.
La tecnologia scelta, il reattore europeo EPR, nato per garantire la massima sicurezza, si è rivelata un boomerang. Troppo complessa, difficile da realizzare, incapace di rispettare tempi e budget. I cantieri di Flamanville in Francia, di Olkiluoto in Finlandia e di Hinkley Point in Inghilterra hanno già dimostrato l’impraticabilità di questo modello, con ritardi e extracosti impressionanti. Sizewell non fa eccezione.
Il risultato è che l’energia prodotta da questa centrale, se mai entrerà in funzione, sarà tra le più care al mondo: circa 286 sterline per megawattora, due o tre volte il costo dei reattori cinesi o russi. Non a caso, anche la Banca d’Italia ha sottolineato come il nucleare non possa ridurre le bollette, anzi rischia di farle lievitare. Ai costi astronomici si somma poi il problema irrisolto delle scorie radioattive, che dureranno migliaia di anni e che nessun Paese, neppure quelli con una lunga tradizione nucleare, è riuscito a gestire in modo definitivo.
Il caso Sizewell solleva un interrogativo evidente: quanto è realistico, oggi, puntare ancora su grandi centrali di nuova generazione? L’Italia, che non ha una filiera nucleare autonoma e non è riuscita in quarant’anni a dotarsi di un deposito nazionale per i rifiuti esistenti, dovrebbe guardare con attenzione a questi fallimenti prima di illudersi che il nucleare possa rappresentare una strada praticabile.
Il futuro energetico non passa per progetti “terrificanti e quasi irrealizzabili”, ma per soluzioni concrete, sicure e già disponibili: rinnovabili diffuse, sistemi di accumulo, efficienza e reti intelligenti. È questa la via moderna e sostenibile. Il nucleare, al contrario, appare sempre di più come un passato che non ha imparato dai propri errori.