Sogin, una sentenza che fa riflettere

Il tribunale ha riconosciuto l’illegittimità del licenziamento dell’ex amministratore di Sogin Fontani che aveva guidato una task force interna per indagare su presunte irregolarità legate agli appalti per il futuro deposito nazionale di rifiuti radioattivi. Il giudice ha ordinato il reintegro e il risarcimento del dirigente, evidenziando che il suo operato era coerente con le procedure interne e le tutele…

“Tuscia terra ideale per le scorie?” Davvero?

Interessante articolo del 2024 uscito su Repubblica, che smonta punto per punto la narrazione secondo cui la Tuscia sarebbe “il luogo ideale” per ospitare un deposito di rifiuti radioattivi. La verità è che i criteri usati sono vecchi, parziali e pensati solo per i rifiuti meno pericolosi. Intanto però si parla di stoccare anche materiali altamente radioattivi, come il plutonio,…

Scorie nucleari, parte anche la petizione popolare: Coldiretti in campo a difesa della Tuscia

Dopo manifestazioni, ricorsi e proteste, si aggiunge una nuova iniziativa contro il progetto del deposito nazionale di scorie nucleari: una petizione popolare lanciata da Coldiretti Lazio, a sostegno del mondo agricolo e del territorio. 📜 La petizione sarà presentata a tutti i sindaci della provincia di Viterbo, per chiedere formalmente al Governo, ai ministeri competenti e alla Sogin di escludere…

Tevere patrimonio Unesco

Il Tevere, designato Patrimonio dell’Umanità, è molto più di un fiume. È storia, identità, cultura. Attraversa borghi, campagne, città. Arriva fino a Roma, la nostra Capitale. Ma proprio mentre lo celebriamo, il Tevere rischia di essere compromesso. Nei territori dell’alto bacino, dove scorrono le sue acque, si progetta un deposito di scorie nucleari. Una zona idrogeologicamente fragile, con falde affioranti,…

241 miliardi di euro. Questa è la vera natura del nucleare in Europa

Mentre si parla di “transizione energetica” e “tecnologie pulite”, i numeri raccontano un’altra storia.La Commissione Europea annuncia il rilancio del nucleare, ma senza soldi pubblici non partirebbe nemmeno una buca di cantiere. 📉 Dall’impianto di Flamanville in Francia (da 3,5 a 19 miliardi di euro) alla centrale finlandese di Olkiluoto (da 3 a 11 miliardi), passando per la Svezia e…

La Banca Mondiale apre al nucleare. Una svolta? No, un gigantesco azzardo travestito da progresso.

Dopo oltre mezzo secolo di prudenza e divieti, la Banca Mondiale torna a finanziare il nucleare. Una scelta politica, più che tecnica, spinta dalle pressioni degli Stati Uniti e da un nuovo allineamento geopolitico, non certo da un’improvvisa scomparsa dei rischi. 📉 Cosa cambia?Niente, se non il fatto che ora le centrali potranno essere costruite in paesi con fragili infrastrutture,…